Come leggere la bolletta del GAS

La bolletta spiegata: il dettaglio consumi e importi

In genere ogni due mesi arriva nella nostra cassetta della posta, oppure via e-mail, un documento che riconosciamo immediatamente: la bolletta. Quella del gas in particolare è di solito la più “pesante” nel nostro bilancio famigliare (in media il consumo annuale di una famiglia è di circa di 1.200 mc, che corrisponde ad una spesa di poco superiore ai 1.000 euro). Proviamo allora ad entrare nel dettaglio delle singole voci che la compongono, per conoscere più da vicino che cosa paghiamo. Prima di tutto, è bene sapere che le voci riportate nella bolletta non sono una scelta del fornitore ma sono definite dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas e valide per tutti.
Dal 1 gennaio 2016 l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha introdotto la bolletta 2.0: una versione di bolletta del gas rinnovata nella grafica e nei contenuti, con l’obiettivo di aumentarne chiarezza e facilità di lettura.
Ecco quali sono le novità principali:

  • Un formato più snello e moderno
  • Termini più chiari
  • Voci essenziali di spesa ben evidenziate

Andiamo ora ad analizzarle punto per punto.

NUOVO FORMATO DELLA BOLLETTA DEL GAS

La prima novità riguarda il formato. La nuova bolletta può contenere tutte le informazioni di principale interesse in una singola pagina anziché comporsi di tre fogli differenti come avveniva in passato.
L’Autorità ha stabilito che nel mercato libero ogni società fornitrice ha la possibilità di scegliere la veste grafica che ritiene più opportuna, purché contenga tutti i dati necessari. E’ inoltre obbligatorio che i fornitori rendano disponibile sui rispettivi siti internet delle guide alla lettura della bolletta, specifiche per ogni prodotto commercializzato, contenenti una descrizione completa delle singole voci che compongono gli importi fatturati.
A rendere più snello e compatto il documento ha contribuito principalmente l’eliminazione degli elementi del dettaglio di spesa, che non saranno più riportati a meno che se ne faccia esplicita richiesta. In tal caso il fornitore ha l’obbligo di fornirli, mentre saranno sempre inviati in caso di risposta a reclami o contenziosi.

TERMINOLOGIA CHIARA

Le tante sigle, spesso di difficile interpretazione, che entravano a far parte della vecchia bolletta sono accorpate in quattro voci di spesa principali dai nomi più chiari:

  • Spesa per la materia gas naturale o Servizi di vendita: materia prima, commercializzazione e oneri aggiuntivi
  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore o Servizi di rete: trasporto, stoccaggio, distribuzione locale e contatore
  • Spesa per oneri di sistema
  • Imposte

Mediamente queste componenti incidono nel costo della fornitura secondo i dati riportati nel grafico che segue

Fonte: elaborazione su dati dell’Autorità (AEEGSI) – Relazione annuale sullo stato dei servizi e dell’attività svolte del 31 marzo 2017

Andiamo ora a scoprire cosa contengono queste voci.

COS’E’ LA SPESA PER LA MATERIA GAS NATURALE?

La spesa per la materia gas naturale comprende gli importi fatturati relativamente alle diverse attività svolte dal venditore per fornire il gas naturale al cliente finale. Sono quindi comprese qui dentro le spese per l’approvvigionamento all’ingrosso della materia prima e tutti gli oneri connessi. Nel dettaglio si compone di una quota fissa ed una quota energia a consumo.

Si tratta della voce di spesa che incide sulla bolletta per il 49% circa e comprende tutte le attività svolte dal fornitore per l’acquisto del gas all’ingrosso e la sua vendita al cliente finale (commercializzazione al dettaglio): costo della materia prima e della vendita all’ingrosso, costi per l’attività di vendita al dettaglio quali la gestione commerciale, i servizi al cliente, la fatturazione e l’invio della bolletta, la lettura del contatore, gli sportelli clienti, i call center, ecc….
I servizi di vendita si compongono di:

  • una voce variabile, che si basa sui consumi effettivi, chiamata quota energia. Questa voce comprende la parte variabile della commercializzazione al dettaglio, la materia prima (i costi relativi all’acquisto del gas) e gli oneri aggiuntivi per la fornitura di gas, a copertura delle attività nazionali di rigassificazione e servizio di stoccaggio, e per la contribuzione al contenimento dei consumi di gas. I singoli soggetti distributori trattano questi oneri come partita di giro, versando il relativo gettito alla cassa conguaglio nazionale;
  • una quota fissa, indipendente quindi da quanto si consuma, che comprende la parte fissa della commercializzazione al dettaglio.

Nel mercato tutelato le tariffe applicate nei servizi di vendita sono fissate e aggiornate ogni 3 mesi dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas in base alle quotazioni medie dei prodotti petroliferi sui mercati internazionali nei 9 mesi che precedono l’aggiornamento. Le tariffe che saranno applicate anche nel mercato libero partono da queste quotazioni.

Tariffe aggiornate delle Condizioni economiche per i clienti del Servizio di maggior tutela – Utenze domestiche

Nel dettaglio della voce “Spesa per la materia gas naturale” confluiscono le seguenti componenti (esempio di bolletta domestica relativa alle condizioni economiche del secondo trimestre 2017) :

dove:

  • Cmem – Componente a copertura dei costi per l’acquisto del gas naturale nei mercati all’ingrosso.
  • CCR – Componente a copertura dei costi che le imprese distributrici di gas devono sostenere per rifornire i clienti e proteggerli dai rischi di forti variazioni dei prezzi dovute a cause esterne.
  • QVD – Quota di Vendita al Dettaglio. E’ un importo che copre i costi fissi sostenuti dalle imprese di vendita per la gestione commerciale dei clienti.
  • GRAD – Componente di Gradualità. Serve a coprire i costi sostenuti dalle imprese per sostituire i vecchi contratti di acquisto di gas all’ingrosso con contratti adeguati al nuovo metodo di calcolo. Si applica solo per i primi 4 anni dall’entrata in vigore del nuovo metodo (da ottobre 2013 fino a settembre 2017).
  • Cpr – Componente a copertura degli incentivi destinati alle imprese di vendita che rinegoziano i loro contratti di acquisto gas all’ingrosso su un lungo periodo con contratti a scadenza più breve, attualmente più vantaggiosi.

 

COS’E’ LA SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEL CONTATORE?

Si tratta della voce di spesa che rappresenta il 18% circa della bolletta e comprende tutte le attività svolte dal fornitore per consegnare il gas ai clienti: trasporto sui gasdotti della rete nazionale e regionale, trasporto nella rete di distribuzione locale fino al contatore. Comprende anche la gestione di quest’ultimo e i costi di stoccaggio, i depositi dove il gas viene conservato e poi prelevato per soddisfare le richieste del mercato nei diversi momenti o per fare fronte a eventuali emergenze.
Queste attività necessitano di infrastrutture che sono uniche, non sdoppiabili ma utilizzate da tutti i fornitori per servire i consumatori. A differenza quindi dei servizi di vendita, dove vige la concorrenza e il mercato si è liberalizzato per cui ognuno può scegliere il fornitore che preferisce, nei servizi di rete non c’è concorrenza e tutti pagano una tariffa fissata con criteri uniformi su tutto il territorio nazionale. E’ quindi solo sui servizi di vendita che si gioca la concorrenza e si può eventualmente risparmiare passando al mercato libero.
Anche i servizi di rete si compongono di:

  • una quota fissa sempre uguale, indipendentemente dai consumi, che corrisponde ad una parte della tariffa di distribuzione locale;
  • una quota variabile legata ai consumi, che comprende una seconda parte della tariffa di distribuzione, la tariffa di trasporto sulla rete nazionale e regionale, lo stoccaggio. I consumi sono suddivisi in 4 scaglioni crescenti (0-120, 120-480, 480-1560, oltre 1.560 Smc) e la quota variabile diminuisce progressivamente con il passaggio da uno scaglione più basso ad uno più alto.

Il trasporto e lo stoccaggio incidono per circa il 5% sul totale della bolletta del gas. Il restante 13% copre i costi della distribuzione locale e alcuni oneri relativi a iniziative di risparmio energetico, di miglioramento della qualità del servizio e per il contenimento della spesa dei clienti con bassi consumi.
Sia nel mercato tutelato che nel mercato libero, le tariffe applicate nei servizi di rete sono fissate e aggiornate annualmente o trimestralmente dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, tenendo conto dell’inflazione, degli investimenti realizzati e degli obiettivi di recupero di efficienza fissati dall’Autorità. Questa quote sono quindi obbligatoriamente applicate dal distributore al fornitore.

Nel dettaglio della voce “Spesa per il trasporto e la gestione del contatore” confluiscono le componenti (esempio di bolletta domestica relativa alle condizioni economiche del secondo trimestre 2017) :

dove:

  • Tau1, Tau3 – Componenti a copertura dei costi per i servizi di distribuzione e misura del gas erogato.
  • UG1 – Componente di perequazione dei servizi di distribuzione. Serve a garantire che gli importi effettivamente pagati dai clienti per la distribuzione coprano i costi del servizio compresi eventuali conguagli tariffari.
  • ST e VR – Attualmente nulle, queste componenti sono poste a copertura dei costi contrattuali relativi alle gare di affidamento dei servizi di ai distributori.
  • QT – Componente a copertura delle spese per il trasporto del gas fino alle reti di distribuzione.
  • RS – Componente a copertura degli incentivi alle imprese che investono per migliorare la qualità del servizio.
  • Canoni comunali – Applicata solo nei comuni che hanno stabilito un incremento dei canoni di concessione alle imprese, a copertura dei maggiori oneri di distribuzione.

COS’E’ LA SPESA PER ONERI DI SISTEMA?

La spesa per oneri di sistema comprende i corrispettivi destinati alla copertura dei costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema gas che sono pagati dai clienti finali del servizio gas. Tra questi figurano il bonus gas (non pagato da chi ne usufruisce), la realizzazione di progetti di risparmio energetico e lo sviluppo di fonti rinnovabili. Negli elementi di dettaglio questa voce è costituita da una quota fissa ed quota energia, differenziata per scaglioni di consumo.
Nel dettaglio della voce “Spesa per oneri di sistema” confluiscono le componenti (esempio di bolletta domestica relativa alle condizioni economiche del secondo trimestre 2017) :

dove:

  • RE – Risparmio Energetico. Questa quota serve a finanziare progetti di sviluppo delle fonti rinnovabili, la realizzazione di reti di teleriscaldamento e lo sviluppo tecnologico nel settore gas.
  • UG2 – Componente di perequazione a copertura della differenza tra la spesa effettiva sostenuta dai fornitori per la gestione commerciale dei clienti e l’importo ricavato tramite la corrispondente componente QVD.
  • UG3 – Componente a copertura dei costi sostenuti dalle imprese per gli interventi di interruzione delle forniture per morosità.

QUALI SONO LE  IMPOSTE?

Le imposte: accise e Iva
Questa voce rappresenta in media il 35% sul totale della bolletta del gas e comprende:

  • l’imposta erariale di consumo.Incide per il circa 17% della bolletta e, per gli usi civili, cambia sulla base dei 4 scaglioni di consumo. E’ diversificata per le due macro zone Centro nord e Centro Sud;
  • l’addizionale regionale. Pesa per il 2% sulla bolletta ed è determinata autonomamente da ciascuna regione. Si paga in relazione alla quantità di gas consumato come per l’imposta erariale;
  • l’Iva vale il 15% della bolletta, viene calcolata sulla somma di tutte le voci della bolletta comprese le accise ed è fissata, per i consumi civili, al 10% per i primi 480 mc/anno consumati, e al 22% su tutti gli altri consumi e le quote fisse.

VOCI IN EVIDENZA

L’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico ha stabilito le informazioni che non devono mai mancare nella bolletta del gas al fine di garantire la trasparenza verso l’utente finale. Andiamo quindi a vedere quali voci troveremo sempre riportate, indipendentemente da quale sia il nostro fornitore.

 SPESE

Le voci di spesa che troveremo sempre indicate sono:

  • Spesa per la materia gas naturale
  • Spesa per il trasporto e la gestione del contatore
  • Spesa per oneri di sistema
  • Totale imposte e Iva
  • Totale della bolletta

Oltre a queste, altre tre voci devono essere indicate solo se oggetto di fatturazione:

  • Ricalcoli
  • Altre partite
  • Bonus sociale

Per queste ultime è obbligatorio fornire tutte le informazioni necessarie a comprendere i motivi per cui si applicano (es. conguagli, errate fatturazioni precedenti…).
Deve inoltre essere indicata chiaramente la modalità di pagamento, la scadenza entro la quale lo stesso va effettuato e l’eventuale suddivisione dell’importo in rate.

esempio di fatturazione

GLI AIUTI PER LE FAMIGLIE DISAGIATE E LA POSSIBILITA’ DI RATEIZZARE LE BOLLETTE

Nella bolletta può a volte essere presente la voce “Quota clienti disagiati”: di cosa si tratta? I Comuni possono richiedere che il costo a metro cubo del gas venga maggiorato di un’ulteriore quota. Questa maggiorazione, espressa in €/Smc, viene integralmente trasferita al Comune e da questo gestita e destinata all’erogazione di contributi per la fornitura del gas a clienti in condizioni economiche disagiate, ad anziani e disabili. Tutto ciò è regolato e controllato dall’AEEG (rif. delibera 170/04, articolo 9).
E’ importante ricordare che chiunque utilizza, anche occasionalmente, il gas metano fornito tramite reti, beneficia automaticamente di una copertura assicurativa contro gli incidenti da gas, ai sensi della delibera n. 152/03 dell’AEEG.
Le famiglie in condizioni di disagio economico e le famiglie numerose possono chiedere una riduzione in bolletta dei prezzo del gas. La riduzione si chiama bonus sociale e permette di risparmiare il 15% circa della spesa annuale per il gas. Possono chiedere il bonus le famiglie con un indicatore ISEE non superiore ai 7.500 Euro oppure fino a 20.000 Euro per le famiglie con più di tre figli a carico. Il bonus si può richiedere compilando i moduli sul sito dell’Anci.

Per ulteriori informazioni è disponibile il Numero Verde dello Sportello per il consumatore 800 166 654.

 CONSUMI

Le ultime letture del contatore, o le stime più recenti laddove i valori di queste ultime non fossero disponibili, non possono mai mancare anche nella bolletta 2.0 affinché il consumatore sia informato su quali consumi sta effettivamente pagando. Nel caso in cui siano presenti compensazioni per i consumi stimati di periodi precedenti, devono essere indicati chiaramente anche gli importi già fatturati con le relative stime raffrontate ai consumi reali.
Inoltre, almeno una volta all’anno deve essere mostrato il dettaglio dei consumi degli ultimi 12 mesi.

 INFORMAZIONI DI FATTURAZIONE

Questi dati sono necessari per comprendere tutti i dettagli sulla bolletta stessa e sulla fornitura alla quale si riferisce. Rientrano in questa categoria dati essenziali quali:

  • Gli estremi della bolletta (data invio, periodo di riferimento)
  • Il tipo si servizio (tutela o mercato libero)
  • I dati identificativi dell’intestatario della fornitura e l’indirizzo di recapito
  • I dati della fornitura (indirizzo, PDR, tariffa sottoscritta)

Infine vanno sempre indicati gli aggiornamenti di prezzi e tariffe, così come le variazioni delle condizioni economiche del servizio di tutela che avvengono ogni tre mesi. Queste ultime sono infatti ritenute funzionali ad una interpretazione più consapevole della bolletta.

Per ulteriori approfondimenti potete consultare la pagina dedicata dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI)

se vuoi saperne di piu’ clicca sull’icona che trovi nel sito ;

scrivici e risponderemo alle tue domande 

puoi contattarci anche tramite l’app TELEGRAM al numero 3703171175

CLICCA QUI’ PER UN ANALISI  DELLE TUE BOLLETTE

AUTORITÀ PER L’ENERGIA ….. Energia elettrica: cosa cambia dal 1° gennaio 2017

I consumatori domestici e le piccole imprese possono scegliere liberamente il proprio fornitore. Creata la Tutela Simile.

Dal 2007 i consumatori domestici e le piccole imprese possono scegliere liberamente il proprio fornitore di energia elettrica. La partecipazione al mercato libero però necessita di un certo grado di informazione e consapevolezza che il consumatore deve acquisire.

Per facilitare questo processo l’Autorità ha istituito, a partire dal 1° gennaio 2017, la Tutela SIMILE al fine di accompagnare il consumatore verso il mercato libero e guidarlo nella scelta di una offerta semplice, consentendogli di comprendere le modalità ed i meccanismi per poter poi scegliere consapevolmente il proprio fornitore.

Al cliente finale che non sceglie il proprio fornitore di mercato libero, anche attraverso la Tutela SIMILE, continuano ad essere applicate le condizioni economiche e contrattuali definite dall’Autorità per il servizio di Maggior Tutela.

Tutela SIMILE

La Tutela SIMILE è una particolare tipologia di contratto di fornitura di energia elettrica di durata di 12 mesi non rinnovabile. Tale contratto  pur basandosi sul mercato libero, è composto da condizioni contrattuali definite dall’Autorità, obbligatorie ed omogenee per tutti i venditori. Le condizioni economiche saranno analoghe a quelle del servizio di Maggior Tutela ma con la riduzione di un bonus una tantum – qualora il contratto perduri per tutti i 12 mesi – diverso da fornitore a fornitore, che verrà applicato nella prima bolletta Per tale ragione le offerte di Tutela SIMILE saranno facilmente confrontabili tra loro e con il servizio di Maggior Tutela.

Dal 1° gennaio 2017 tutti i clienti domestici e le piccole imprese, attualmente serviti in Maggior Tutela, potranno scegliere il contratto di Tutela SIMILE, autonomamente o con l’aiuto di un una Associazione dei consumatori o di categoria per le piccole e medie imprese accreditate presso Acquirente unico.

Il contratto di Tutela SIMILE sarà un contratto web, che potrà essere stipulato con il fornitore, in maniera semplice e intuitiva attraverso il sito dedicato, gestito da  Acquirente Unico, che sarà disponibile dal 1° gennaio 2017. Sul sito, il cliente potrà scegliere in modo facile tra un numero limitato di offerte commerciali, semplici e standard, ordinate in funzione del valore del bonus una tantum offerto dai venditori.

Il cliente potrà aderire alla Tutela SIMILE fino al 30 giugno 2018 e la fornitura avrà una durata massima di 12 mesi. Alla scadenza del contratto il cliente potrà scegliere se rimanere con lo stesso fornitore sottoscrivendo una nuova offerta di mercato libero oppure potrà stipulare un contratto di mercato libero con un fornitore diverso. In caso di mancata conclusione di un nuovo contratto, il cliente finale resterà con il fornitore ammesso alla Tutela SIMILE e gli saranno applicate condizioni contrattuali ed economiche di mercato libero in base ad una struttura standard definita dall’Autorità. Resta salva la facoltà del cliente finale di richiedere di rientrare nel servizio di Maggior Tutela.

Maggior Tutela 

Dal 1° gennaio 2017 cambiano alcune condizioni del servizio di  Maggior Tutela, che sarà sempre riservato alle famiglie e alle piccole imprese (con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro). Potranno ancora accedere alla Maggior Tutela, cosi come oggi, i clienti aventi diritto che ne fanno richiesta, che non hanno sottoscritto offerte sul mercato libero al momento dell’attivazione della fornitura o che si trovano, per qualsiasi causa, senza un fornitore di energia elettrica sul mercato libero.

Rispetto a oggi, dal 1° gennaio 2017:

  • il prezzo sarà sempre calcolato trimestralmente; tuttavia il metodo utilizzato sarà caratterizzato da un più immediato allineamento con i costi di approvvigionamento sostenuti per servire i clienti;
  • le altre condizioni contrattuali non subiranno variazioni.

Il servizio di Maggior Tutela resterà in vigore fino alla sua rimozione ex-lege.

per ulteriori informazioni è possibile contattare lo Sportello per il consumatore di energia

La Direzione

(8 novembre 2016)

© RIPRODUZIONE CONSENTITA Italian Open Data License 2.0
(indicazione fonte e link alla pagina)

CIT. “Il Fatto Quotidiano”

News sisma centro Italia…….

Sisma Centro Italia, via libera agli interventi di ricostruzione pesante

di Paola Mammarella – Edilportale

Gli immobili gravemente danneggiati dovranno ottenere un miglioramento sismico tra il 60% e l’80%. Domande entro il 31 dicembre 2017

12/04/2017  Vedi Aggiornamento del 27/06/2017

12/04/2017 – Via libera alle regole per la ricostruzione pesante degli immobili gravemente danneggiati dai terremoti che hanno devastato il Centro Italia a partire dal 24 agosto scorso. È stata pubblicata l’ordinanza 19/2017 del Commissario straordinario alla ricostruzione, che fissa termini e modalità per ottenere i contributi.

 Entità del contributo e opere ammesse

Nei 140 Comuni del cratere il contributo previsto a favore dei beneficiari è pari al 100% del costo ammissibile. Per gli immobili all’esterno del cratere, qualora sia dimostrato un nesso di causalità diretto tra i danni e gli eventi sismici, il contributo  è ugualmente del 100% del costo ammissibile sia per le prime case che per le seconde abitazioni se ubicate nei centri storici. All’esterno dei centri storici per le seconde abitazioni scende al 50% (mentre rimane del 100% per le prime case).

Il contributo comprende i costi sostenuti per le opere di pronto intervento e di messa in sicurezza per le indagini e le prove di laboratorio, per le opere di miglioramento sismico o di ricostruzione e per quelle relative alle finiture interne ed esterne connesse agli interventi sulle strutture  e sulle parti comuni.

Le opere ammesse a contributo riguardano le parti comuni dell’edificio, le unità immobiliari che le compongono e le relative pertinenze ricomprese. Sono ammesse a contributo anche le pertinenze esterne, come cantine, autorimesse, magazzini o immobili funzionali all’abitazione o all’’unità produttiva.

Requisiti degli interventi di ricostruzione pesante

L’ordinanza regola il ripristino con miglioramento sismico di interi edifici gravemente danneggiati o la ricostruzione di quelli distrutti, aventi destinazione d’uso abitativa ed eventualmente comprendenti anche unità immobiliari a destinazione produttiva (industriale, commerciale, artigianale, agricola, uffici, servizi), dichiarati inagibili con ordinanza comunale in seguito ad una verifica effettuata con schede AeDES.

Gli interventi devono portare ad un miglioramento sismico compreso tra il 60% e l’80% della resistenza prevista per le nuove costruzioni.

Per gli edifici di interesse storico e culturale, l’obiettivo deve essere il conseguimento della massima sicurezza possibile compatibilmente con l’interesse culturale dell’edificio, quindi in questo caso il raggiungimento del livello compreso tra il 60% e l’80% non ha valore cogente.

Per consentire la fedele ricostruzione dei centri storici completamente distrutti e perimetrati dai Comuni, prima di intraprendere le attività deve essere approvato un piano attuativo.

Le aree a rischio idrogeologico prima della ricostruzione devono essere messe in sicurezza. In caso contrario non sarà possibile procedere alla riparazione degli edifici danneggiati.

Interventi ammessi nella ricostruzione pesante

Se nell’immobile da ricostruire vengono riscontrati abusi edilizi, il Comune invita il proprietario a presentare domanda di sanatoria entro 30 giorni. Se il proprietario non ottempera, la domanda per accedere ai contributi per la ricostruzione viene respinta.

Gli immobili devono essere ricostruiti con la stessa destinazione d’uso che avevano prima del sisma e devono mantenerla almeno per due anni dopo la fine degli interventi.

In caso di mutate esigenze familiari, contestualmente all’intervento di ricostruzione può essere autorizzato l’aumento o la diminuzione delle unità immobiliari dell’edificio.

Incarichi solo a professionisti iscritti negli elenchi speciali

Gli incarichi di progettazione degli interventi di ricostruzione possono essere affidati solo ai professionisti iscritti nell’elenco speciale tenuto dal Commissario straordinario per la ricostruzione, previsto dal DL 189/2016. Un’autocertificazione del tecnico incaricata deve infatti essere allegata alla domanda per la richiesta dei contributi.

Analogamente, per l’affidamento dei lavori di ricostruzione è necessario che le imprese risultino iscritte nell’anagrafe prevista dal DL 189/2016.

Spese tecniche e compensi dei professionisti

Oltre ai costi dell’intervento, il contributo copre anche le spese tecniche, che comprendono i compensi per la redazione delle perizie giurate relative alle schede Aedes e sono riconosciuti anche ai professionisti diversi da quelli che progettano l’intervento di ricostruzione.

Le spese tecniche per la progettazione e per le indagini preliminari al progetto possono essere ammesse a contributo ed erogate con il primo stato di avanzamento lavori (SAL 0), nella misura massima del 80% del contributo ammissibile per le stesse spese. L’importo rimanente, destinato a compensare le altre prestazioni professionali, è proporzionalmente ripartito nei successivi SAL.

Ricostruzione pesante, domande entro il 31 dicembre 2017

Le domande di contributo devono essere inviate online agli Uffici speciali per la ricostruzione entro il 31 dicembre 2017. Seguendo il modello disponibile sul sito web www.sisma2016.gov.it, si devono indicare dati catastali, superficie e proprietari dell’immobile. Bisogna inoltre comunicare i nomi dei tecnici incaricati della progettazione e della compilazione delle schede AeDES, le imprese che eseguiranno i lavori, l’istituto di credito prescelto per l’erogazione del contributo.

Per gli edifici a destinazione abitativa, almeno il 45% del contributo deve essere utilizzato per opere di riparazione dei danni e di miglioramento sismico dell’edificio. La parte restante può essere destinata ad opere di finitura interne ed esterne, impianti interni e comuni ed efficientamento energetico.

Nel caso di demolizione e ricostruzione, la quota minima di contributo destinata alla realizzazione delle strutture è pari al 25%.

In arrivo la Zona franca urbana 

Con un decreto approvato in via preliminare ieri dal Consiglio dei Ministri, contestualmente alla presentazione del Documento di Economia e Finanza (DEF), è stata prevista la creazione di una zona franca urbana nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici iniziati dal 24 agosto 2016. Le imprese aventi la sede principale o l’unità locale all’interno della zona franca, che abbiano subito una contrazione del fatturato a causa del terremoto, potranno beneficiare di una esenzione biennale IRES e IRPEF (fino a 100 mila euro di reddito), IRAP (fino a 300 mila euro di valore della produzione netta) e IMU.

La bozza di decreto prevede inoltre l’istituzione di un Fondo di 1 miliardo di euro per ciascun anno del triennio 2017-2019 finalizzato a consentire l’accelerazione delle attività di ricostruzione.

 Norme correlate

Ordinanza 07/04/2017 n.19

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Commissario del Governo per la ricostruzione nei territori interessati dal sisma del 24 agosto 2016 – Misure per il ripristino con miglioramento sismico e la ricostruzione di immobili ad uso abitativo gravemente danneggiati o distrutti dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016

Decreto Legge 17/10/2016 n.189

Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016

CIT. “di Paola Mammarella – Edilportale”

SE VUOI SAPERNE DI PIU’ CLICCA SULL’ ICONA  CHE TROVI NEL SITO

SCRIVICI E RISPONDEREMO ALLE TUE DOMANDE

puoi contattarci anche tramite  l’app TELEGRAM al numero 3703171175