Attivazione

Il contatore è installato ma ancora non è mai stato attivato? Allora si dovrà procedere alla prima attivazione. Con prima attivazione si intende l’attivazione di un contatore che non è mai stato attivato prima d’ora. Se invece il contatore dell’energia elettrica è stato già attivato in passato ed attualmente è chiuso, dovrai richiederne la riattivazione, ossia un subentro

Attivazione di una fornitura di energia elettrica o gas

Quanto costa e quanto tempo ci vuole per attivare il contatore della luce o quello del gas? L’attivazione della fornitura è quell’operazione che permette al cliente finale di poter prelevare luce o gas dalla rete di distribuzione locale.

Con l’attivazione, il distributore mette in funzione il contatore, permettendo quindi l’inizio del rapporto di fornitura tra cliente e fornitore. Per l’ovvia necessità di garantire una maggiore sicurezza, l’attivazione del gas ha un procedura un po’ più articolata rispetto a quella dell’energia elettrica. Nell’articolo trovi tutti i dettagli per ottenere senza disguidi l’attivazione.

  1. Attivazione del contatore della LUCE
    1. Dati e documenti necessari
    2. Modalità e tempistiche
    3. Costi per l’attivazione
  2. Attivazione del contatore del GAS
    1. Dati e documenti necessari all’attivazione gas
    2. Tempistiche per la fornitura gas
    3. Costi per attivare la fornitura gas

Come si fa ad attivare la fornitura di luce?

Quando il contatore non è presente nell’abitazione il cliente deve richiedere un allaccio della luce. Generalmente nella procedura dell’allaccio è compresa anche la richiesta della successiva attivazione del contatore. Se invece il contatore è già stato installato, ad esempio dal costruttore dell’immobile, l’utente deve procedere con la richiesta dell’attivazione del preposato, sottoscrivendo un nuovo contratto.

La richiesta per l’attivazione del nuovo contatore preposato può essere inviata ad un qualsiasi fornitore che opera nella tua zona. Se vuoi attivare la fornitura nel mercato tutelato, devi contattare il fornitore che gestisce il servizio di maggior tutela, collegato al distributore locale. In alternativa puoi contattarci e in base alle tue esigenze sceglieremo il fornitore di energia che in quel momento riteniamo dopo attenta valutazione il piu’ economico ed etico  nel mercato libero.

Le modalità per l’inoltro del contratto dipendono dal fornitore: puoi chiamare il numero verde del servizio clienti o recarti personalmente in un punto vendita. A volte hai la possibilità di scaricare il modulo del contratto online e rispedirlo, compilato e firmato, tramite posta, fax oppure email insieme ai documenti richiesti.

In ogni caso ci si deve rivolgere alla società con la quale si intende poi stipulare il contratto di fornitura di luce.

Esistono vari modi per attivare la fornitura, tutti i maggiori fornitori hanno a disposizione consulenti, call center e sportelli sul territorio, tuttavia si stanno diffondendo molto le sottoscrizioni online tramite siti internet dei fornitori stessi.

Dati e documenti necessari per l’attivazione

Per la compilazione del contratto per la nuova fornitura dell’energia elettrica ti serviranno alcuni dati. Se non hai a disposizione il codice POD, indispensabile per risalire al contatore, puoi visualizzare il display del contatore. Premendo il pulsante accanto al display compare il codice POD per esteso, che inizia con IT, oppure il numero utente. Con il contatore dell’Enel puoi ricavare il codice POD anteponendo al numero utente il codice IT001E.

I dati necessari per la prima attivazione dell’energia elettrica sono:

  • I dati anagrafici dell’intestatario del contratto (nome, cognome e codice fiscale)
  • Indirizzo dell’utenza
  • Il codice POD
  • Uso della fornitura (domestico residente,non residente, altri usi..)
  • Potenza impegnata, 3 kW per un’utenza domestica standard
  • Il codice IBAN per l’eventuale domiciliazione bancaria

I documenti necessari per la richiesta di prima attivazione.

Per legge il fornitore deve anche richiedere al cliente i dati catastali dell’immobile. Puoi trovarli sull’atto del rogito di acquisto, sulla dichiarazione di successione oppure su altri documenti come la concessione edilizia, il permesso a costruire o la dichiarazione di inizio attività (DIA). Nei documenti è necessario dichiarare il regolare possesso dell’immobile e la regolarità edilizia. Questo è valido sia per un immobile di nuova costruzione sia per un contatore preposato in una vecchia casa, ad esempio a seguito di una divisione di un appartamento. In alcuni casi la dichiarazione del regolare possesso è inserita all’interno del contratto stesso, mentre altre volte c’è un modulo a parte da compilare, firmare ed allegare al contratto.

I documenti necessari sono:

  • Fotocopia del documento d’identità dell’intestatario
  • Dichiarazione di regolare possesso dell’abitazione
  • Dichiarazione sostitutiva di notorietà per la regolarità edilizia dell’immobile

Per certificare che il cliente abbia titolo, è sufficiente indicare la proprietà oppure la locazione, comodato d’uso o usufrutto (riportando ad esempio gli estremi della registrazione del contratto d’affitto). A volte il fornitore richiede un’autorizzazione quando l’avente titolo ha concesso in uso l’abitazione all’intestatario del contratto. Un tipico esempio è la moglie che sarà l’intestataria del contratto ed il marito unico proprietario dell’immobile.
Per la regolarità urbanistica il cliente dovrà indicare gli estremi (numero, data, comune di rilascio) del permesso di costruire, della concessione edilizia o in sanatoria, oppure della denuncia di inizio attività (DIA). Se l’immobile è stato costruito prima del 30 gennaio del 1977 non possiede tali certificazioni.

Chi attiva la fornitura di luce e con quali tempistiche?

La società di vendita inoltrerà la richiesta al distributore entro 2 giorni lavorativi. Nel caso di attivazione della fornitura luce, il distributore deve poi provvedere ad attivare la fornitura entro 5 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta.Dal giorno in cui inoltri la richiesta al fornitore, l’attivazione della fornitura deve avvenire entro 7 giorni per l’energia elettrica!

La fornitura di elettricità viene richiesta al venditore e attivata dal distributore, attraverso un comando inviato dalla centrale di controllo per i contatori elettronici oppure manualmente da un addetto ai lavori per i contattori meccanici.
L’iter complessivo deve impegnare al massimo 7 giorni lavorativi. Se l’attivazione avviene oltre il tempo previsto, per responsabilità del distributore, il cliente domestico riceve un indennizzo automatico di cui l’ammontare dipende dal ritardo: 35,00 € (attivazione realizzata entro il doppio del tempo previsto), 70,00 € entro il triplo del tempo previsto o 105,00 € oltre il triplo del tempo previsto.

Quanto costa attivare la fornitura di luce?

I costi della prima attivazione del nuovo contatore sono analoghi ad una normale attivazione o subentro. Il contributo di solito viene addebitato nella prima bolletta, che arriverà 1 o 2 mesi dopo.

In regime di maggior tutela:

  • un contributo fisso di 27,03 € per oneri amministrativi;
  • un contributo fisso di 23 €;
  • un deposito cauzionale o altra garanzia, se richiesto dall’esercente;
  • l’imposta di bollo (16 €) prevista dalla normativa fiscale.

Nel mercato libero:

  • gli eventuali costi per la prestazione commerciale come indicato nei singoli contratti (si somma eventualmente il contributo fisso di 27,03 € applicato dal distributore locale, se non corrisposto al momento dell’allaccio)
  • un deposito cauzionale o altra garanzia, se richiesto dall’esercente all’atto della stipula del contratto di fornitura;dalla normativa fiscale
  • Un contributo per oneri di gestione, dipende dal fornitore (varia tra 20 € fino a 60 €)

Come fare l’attivazione per la fornitura di gas?

Per effettuare l’attivazione della fornitura di gas devi contattare la società con la quale intendi poi firmare il contratto di fornitura. Tale società inoltra la richiesta al distributore locale entro 2 giorni lavorativi.
Per quanto riguarda il gas, una volta ricevuta ed approvata la documentazione necessaria (firmata dal cliente e dal tecnico privato installatore), il distributore deve provvedere ad attivare la fornitura, entro 10 giorni lavorativi dalla data di ricevimento della richiesta.

Tecnico privato autorizzato: per effettuare lavori sugli impianti gas nelle abitazioni ad uso civile il tecnico deve avere l’abilitazione ai sensi della Legge n. 46/90.

Dal giorno in cui invii la richiesta al tuo fornitore, l’attivazione della fornitura deve avvenire entro 12 giorni per il gas!

Dati e documenti necessari per l’attivazione della fornitura del gas

I documenti ed i moduli che ti servono per completare la richiesta di attivazione sono:

I dati necessari sono:

  • la carta d’identità dell’intestatario della fornitura con i suoi dati anagrafici e recapiti (telefonici e e-mail)
  • per identificare la fornitura serve il codice PDR
  • Indirizzo dell’utenza
  • Categoria d’uso del gas (riscaldamento, uso cottura e/o produzione acqua calda sanitaria)
  • Tipo di utilizzo (domestico o altro uso)
  • Recapito telefonico ed eventualmente indirizzo mail
  • Per certificare che il cliente abbia titolo, è sufficiente indicare la proprietà oppure la locazione 

Oltre ai dati generali e al codice PDR, dovrai specificare la tipologia di utilizzo della fornitura gas, cioè se utilizzi il gas per cucinare, o per il riscaldamento.

Per l’attivazione del gas, il fornitore ti fornirà inoltre dei moduli da compilare:

  • Allegato G “Procedura con le indicazioni da seguire per ottenere l’attivazione”
  • Allegato H “Conferma della richiesta di attivazione della fornitura di gas”
  • Allegato I “Attestazione di corretta esecuzione dell’impianto”(è cura dell’installatore compilare tale modulo e allegare i documenti richiesti per legge)
  • Attestazione di tenuta dell’impianto

Il cliente dovrà specificare anche i dati catastali dell’immobile: il tipo di unità immobiliare, il foglio, il subalterno e la particella. Puoi trovare i dati catastali sull’atto del rogito di acquisto, sulla dichiarazione di successione e su altri documenti come la concessione edilizia, il permesso a costruire o la dichiarazione di inizio attività (DIA).

Se il distributore non riceve la documentazione completa entro 90 giorni solari dalla data di ricevimento della richiesta di attivazione, la richiesta viene annullata.

Con quali tempistiche viene attivata la fornitura di gas?

Per prima cosa il distributore deve assicurarsi che la documentazione inviata sia corretta e che l’impianto sia stato installato nel rispetto delle norme di sicurezza. Se la documentazione è incompleta o manca una firma, il distributore invia una comunicazione scritta che indica il documento mancante o la parte non compilata.

L’attivazione della fornitura di gas può avvenire soltanto dopo un controllo della tenuta assoluta dell’impianto. Tale controllo viene effettuato dal tecnico installatore in possesso dell’abilitazione ai sensi della Legge n. 46/90. Una volta ricevuta tutta la documentazione (Allegati G,H,I) il distributore provvede a fissare un appuntamento per l’attivazione entro 10 giorni lavorativi dalla richiesta del tuo fornitore,
Prima dell’attivazione il tecnico del distributore è tenuto ad eseguire una verifica della tenuta dell’impianto stesso. La prova per impianti domestici di potenza inferiore a 35 kW è effettuata ad una specifica pressione 100 mbar, per una durata di 15 minuti.

In caso di esito positivo la società di distribuzione locale provvede all’attivazione della fornitura.

Se invece l’esito dell’accertamento è negativo, il distributore sospende l’erogazione del gas e deve inviare al cliente le motivazioni della respinta. Una volta risolti i problemi elencati il cliente presenta una nuova richiesta di attivazione.
L’iter complessivo deve impegnare al massimo 12 giorni lavorativi. Se, per responsabilità del distributore, l’attivazione avviene oltre il tempo previsto, il cliente riceve un indennizzo di 35,00 €.

Se l’accertamento viene impedito, il distributore attiva comunque la fornitura, tuttavia il distributore segnala al Comune l’impossibilità della verifica che può essere effettuata dal Comune stesso con costi a carico del cliente.

Quanto costa attivare la fornitura di gas?

Il fornitore addebita al cliente 40,00 € per gli impianti normalmente utilizzati per usi domestici, indipendentemente dal fatto che l’esito dell’accertamento, effettuato dal tecnico del distributore al momento dell’attivazione, sia positivo o negativo.

Se l’accertamento non è stato possibile per motivi riconducibili al cliente (per esempio non era presente all’appuntamento col tecnico) il fornitore addebita al cliente 15,00 €. In questo caso, qualora la fornitura venga comunque attivata, il distributore segnala al Comune il mancato accertamento, che può essere effettuato successivamente dal Comune stesso con un addebito di 60,00 € al cliente. Se l’esito della verifica del Comune è negativo, il distributore viene avvertito e può sospendere la fornitura già attivata.

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